DERATTIZZAZIONE
| Una Derattizzazione efficace necessita di alcuni passaggi indispensabili per una soluzione soddisfacente al problema della presenza di ratti e topi negli ambienti trattati. Il servizio di derattizzazione viene svolto tramite il posizionamento di distributori di esche topicide e/o trappole multicattura. Grazie a questo sistema è possibile svolgere contemporaneamente sia un’azione di monitoraggio che di lotta ai roditori. Le postazioni vengono installate in prossimità dei punti critici al fine di proteggere l’intera area oggetto di trattamento. Tutte le postazioni vengono fissate con cura alle parti fisse della struttura e vengono segnalate con cartelli contenenti tutte le informazioni utili (tipologia di erogatore, nome del principio attivo e dell’antidoto per la sua neutralizzazione con i numeri telefonici dei principali Centri Antiveleno d’Italia). Tutte le postazioni sono dotate di robusta serratura con chiave per impedire la manomissione da parte di bambini o di animali domestici. Per il servizio di derattizzazione possono essere utilizzate esche a base di principi attivi anticoagulanti di seconda generazione oppure esche virtuali (senza principio attivo) di solo monitoraggio per limitare al massimo l’impiego di sostanze nocive, intervenendo con l’esca letale in una seconda fase. Ad ogni intervento viene rilasciata una relazione dettagliata riportante l’esito del monitoraggio per ogni postazione, il principio attivo, eventuali infestazioni e anomalie e le osservazioni tecniche per migliorare il servizio. | ![]() |
Indagini dell’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità), dimostrano che i danni prodotti dai ratti nelle aree in cui sono presenti, sono estremamente gravi:
Innanzitutto, questi roditori, attraverso la materia fecale e l’ urina, che lasciano al loro passaggio, possono non solo inquinare in modo irreparabile l’area interessata, ma trasmettere gravi patologie come la peste, il tifo, il colera, la rabbia, la tubercolosi, la salmonella, la leptospirosi ed altro ancora.
E’ stato inoltre dimostrato, che un ratto, può ingurgitare in un anno fino a 30 kg di cibo, causando inoltre l’avaria, con il solo contatto, di più di un quintale di alimenti. Ogni anno, sono circa 33 milioni, le tonnellate di prodotti alimentari danneggiati da topi e ratti.
Risulta evidentemente necessaria una corretta azione di prevenzione dall’infestazione di ratti e topi.
TOPI E RATTI ¬
Mus domesticus
È in grado di colonizzare ogni sito, dalla lavatrice domestica, a un centro di elaborazione dati.
Lo troviamo frequentemente nella filiera agro-alimentare, dove è considerato un'entità endemica che può essere causa di allarmanti epidemie.
Rattus rattus
Come Mus domesticus sottrae cibo, imbratta derrate con le sue deiezioni, rosicchia ciò che ostacola il suo cammino ed è un potenziale vettore di numerose malattie infettive, tra cui salmonellosi, afta epizootica, adenvirosi, leptospirosi, listeriosi, rickettsiosi, arborvirosi, leihsmaniosi, verminosi e molte altre. È stato la causa principale delle epidemie di peste dei secoli scorsi.
Rattus norvegicus
Come il Rattus rattus. ARVICOLE Possono causare gravi danni alle colture agrarie, forestali e orticole.
Ricordiamo i casi più recenti:
i meleti del Trentino, seriamente danneggiati dall'arvicola campestre e le carciofaie ed altre colture pregiate, preferite dall'arvicola dei Savi.
NUTRIE ¬
Diverse sono le responsabilità di questo roditore:
| ● | minaccia alla biodiversità
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| ● | distruzione delle rive fluviali
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| ● | danneggiamento delle colture agricole I danni che arreca al settore agricolo derivano dalla dieta della nutria che è in prevalenza vegetariana, con particolare predilezione delle parti fibrose delle piante |
| ● | diffusione della leptospirosi A seguito di una indagine sul rischio sanitario nutrie l'Istituto Zooprofilattico di Brescia ha recentemente certificato che le nutrie selvatiche non sono portatrici di virus infettivi per l'uomo e per gli animali da allevamento. Topi e ratti sono la fonte primaria di persistenza di questa patologia. Diffusa nell’ambiente con le urine, il contagio avviene tramite alimenti, bevande o ferite cutanee infettate dall’urina di topi e ratti. La forma nell’uomo è molto grave e, se non diagnosticata in tempo, può portare alla morte. È ovvio che le nutrie, vivendo in un ambiente acquatico in convivenza con topi e ratti, siano, al pari di essi, contagiati dalle stesse forme patologiche e che vi sia la possibilità che questo animale possa determinare nel tempo uno squilibrio nell'attuale epidemiologia della leptospirosi. C’è da dire che le nutrie sono una apparizione recente nel panorama ambientale italiano, mentre la leptospirosi è sempre stata presente né risulta che essa sia particolarmente in aumento negli ultimi anni, confermando il fatto che le nutrie sono un fattore assolutamente marginale nella sua diffusione. |
A chi ci rivolgiamo: I nostri servizi sono orientati alle imprese a ai privati | ![]() |












